Monitoraggio abbattImento riSchi Sanitari InquinamentO iNdoor (MISSION)

"PILLOLE di MISSION: Aria Pulita, Scuole Sicure, Futuro Sano"

Inquinamento Indoor

L’inquinamento dell’aria indoor, composto da agenti chimici, fisici e biologici, rappresenta un rilevante fattore di rischio per la salute di una larga parte della popolazione mondiale. Anche in Europa, l’esposizione agli inquinanti presenti negli ambienti chiusi è associato a numerosi effetti avversi sulla salute, oltre ad incidere sul benessere e sulla produttività lavorativa e scolastica.

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Attività svolte

Nell’ambito del progetto sono stati eseguiti monitoraggi ambientali e sanitari in 120 classi di 40 scuole distribuite sul territorio nazionale, da nord a sud, nel corso dell’inverno 2024/2025 e 2025/2026 con un’intensa attività di campionamento e di conseguenti determinazioni chimiche e microbiologiche.

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Gli inquinanti

Gli inquinanti indoor comprendono sostanze chimiche di varia natura e forma fisica, agenti biologici, presenti nell’aria degli ambienti chiusi che possono avere effetti negativi sulla salute umana e sul benessere. Questi inquinanti possono derivare da fonti interne ed esterni attraverso fenomeni di infiltrazione dall’esterno. Sono da annoverare anche agenti fisici come rumore e radon. Il microclima e la presenza di persone (occupanti) contribuiscono ad incrementare il carico di inquinamento, specialmente in situazioni di scarsa ventilazione.

Unità Operative - Aree Interessate

Il progetto coinvolge sei regioni italiane: una del Nord (Lombardia), tre del Centro (Marche, Toscana e Lazio) e due del Sud (Puglia e Sicilia)

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FAQ Progetto MISSION

L’inquinamento indoor indica la presenza di contaminanti chimici, biologici e fisici nell’aria degli ambienti chiusi, come abitazioni, scuole e luoghi di lavoro. Tra gli inquinanti più comuni rientrano il particolato atmosferico (PM₂.₅, PM5 e PM₁₀), il monossido di carbonio (CO) prodotto da combustioni incomplete, il biossido di azoto (NO₂), il fumo di tabacco ambientale, il radon di origine naturale, muffe e allergeni biologici, oltre ai composti organici volatili (VOC) emessi da arredi, vernici, prodotti per la pulizia e materiali da costruzione. L’aria interna può risultare più inquinata di quella esterna non solo a causa di fonti indoor (materiali da costruzione, riscaldamento, condizionamento,  mobili, tappezzerie, prodotti di pulizia, prodotti per l’igiene personale, indumenti, strumenti e macchine) ma anche perché gli spazi chiusi favoriscono l’accumulo degli inquinanti, soprattutto in presenza di ventilazione insufficiente. Le sorgenti emissive sono spesso continue e vicine agli occupanti e, nei moderni edifici ad alta efficienza energetica, la ridotta infiltrazione d’aria dall’esterno può ulteriormente limitare il ricambio naturale e aumentare le concentrazioni indoor. Non trascurabili le emissioni cicliche o intermittenti quali cottura dei cibi, fumo, utilizzo di candele e incensi, stampanti o fotocopiatrici.

Nelle aule possono essere presenti agenti chimici (particolato fine PM₂.₅ e PM₁₀, composti organici volatili – VOC, formaldeide, biossido di azoto, monossido di carbonio), biologici (virus respiratori, batteri, muffe, acari e allergeni) e fattori fisici e ambientali (rumore, illuminazione inadeguata, temperatura e umidità non ottimali). Livelli elevati di anidride carbonica (CO₂), indicano inoltre una ventilazione insufficiente e si associano a riduzione dell’attenzione e del comfort. L’esposizione acuta può provocare irritazione oculare e delle vie respiratorie, cefalea, sonnolenza, affaticamento e peggioramento di asma e allergie. Nel lungo periodo, l’esposizione cronica a inquinanti indoor è associata a un aumento del rischio di patologie respiratorie, sensibilizzazione allergica e possibili effetti sullo sviluppo cognitivo e sul rendimento scolastico, considerando la maggiore vulnerabilità di bambini e adolescenti dovuta alla fase di crescita e a una più elevata ventilazione per unità di peso corporeo.

Il monitoraggio della qualità dell’aria indoor nelle scuole si basa su campagne di misura strutturate che impiegano campionatori attivi o diffusivi collocati in postazioni fisse (es. Radiello per il monitoraggio passivo della qualità dell’aria o dosimetri per la rilevazione del radon) e strumenti portatili calibrati, come le sonde che rilevano il particolato e le sonde multigas. In parallelo vengono registrati parametri microclimatici, quali temperatura e umidità relativa, che influenzano comfort e dispersione degli inquinanti. I dati raccolti consentono di valutare l’esposizione reale degli studenti durante le attività scolastiche, individuare eventuali sorgenti emissive e supportare interventi correttivi basati su evidenze, in linea con protocolli utilizzati nella ricerca epidemiologica e nelle linee guida internazionali sulla qualità dell’aria indoor.

Il radon è un gas radioattivo naturale incolore e inodore, generato dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e in alcuni materiali da costruzione. Può infiltrarsi negli edifici attraverso fessure, giunti strutturali e sistemi di drenaggio, accumulandosi soprattutto nei piani interrati o poco ventilati. L’esposizione cronica al radon e ai suoi prodotti di decadimento è riconosciuta come una delle principali cause di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco. Nelle scuole il rischio assume particolare rilevanza perché bambini e adolescenti trascorrono molte ore in ambienti chiusi e presentano una maggiore vulnerabilità biologica alle radiazioni ionizzanti durante le fasi di crescita e sviluppo.

Il miglioramento della qualità dell’aria indoor richiede un approccio integrato che riduca le sorgenti di emissione e aumenti l’efficacia della ventilazione. Tra le misure principali rientrano l’aumento del ricambio d’aria tramite ventilazione naturale controllata o sistemi meccanici, l’utilizzo mirato di purificatori con filtri ad alta efficienza (HEPA) in ambienti critici, la scelta di materiali e arredi a basse emissioni di VOC e una gestione corretta dell’umidità per prevenire la crescita di muffe. È inoltre fondamentale la manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento e ventilazione, il controllo delle attività che generano particolato e l’adozione di sistemi di monitoraggio continuo per individuare tempestivamente condizioni di rischio.

L’elevata efficienza energetica degli edifici comporta spesso un maggiore grado di isolamento e tenuta all’aria, con il rischio di ridurre il ricambio naturale e favorire l’accumulo di inquinanti indoor. Per evitare questo conflitto è necessario integrare progettazione energetica e salute ambientale attraverso strategie combinate. Sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con recupero di calore consentono di garantire un adeguato apporto di aria esterna mantenendo basse le dispersioni energetiche. L’impiego di sensori per CO₂ e parametri microclimatici, insieme a materiali a basse emissioni e a una corretta gestione degli impianti, permette di bilanciare risparmio energetico, comfort termico e qualità dell’aria in modo sostenibile.

Contatti

Coordinatore del Progetto Mission